Il Papà di Patrizio e la sua storia

Il Papà di Patrizio e la sua storia

Casalini

Nel piccolo museo della famiglia Langella ogni domenica i collezionisti, appassionati di motocarri si riuniscono per raccontare le proprie storie. Crescenzo ha deciso di trascrivere questi racconti per poi un giorno farne un libro.

Ogni mezzo che è esposto racconta qualcosa, quel mezzo qualcuno lo acquistò per qualche motivo, lo usò chissà per quanti anni, e poi è finito nella casa di riposo dei vecchi Motocarri.

Quando Crescenzo acquista un mezzo vecchio, ruggine, chiede la storia, e con tanta gioia, e lacrime di commozione una lunga storia interessante c’è sempre.

Oggi è la storia di un piccolo mezzo, forse non tutti lo conosceranno, parleremo di DAVID CASALINI, questa azienda come tante che incontreremo intorno agli 40 inizio a costruire dei Motocarri, Casalini sfondò il mercato in seguito con la vetturetta senza patente “sulki”.

Crescenzo trovò questo mezzo in una campagna di Bari, era del nonno di Patrizio che ce vendette con il vincolo di restauralo, quel mezzo rappresentava la sua famiglia, grazie a quel mezzo riuscirono a superare la fame e raggiungere uno stato di benessere, grazie a quel mezzo sono riusciti ad attraversare il periodo post-bellico.

Patrizio, cosi si chiamava anche il nonno, ritorno dalla guerra dopo 4 anni di prigionia, ha sofferto la vera fame, e con una divisa vecchia, consumata entro in paese e vide una situazione catastrofica, tutto distrutto. Quando raggiunse la sua casa rivide moglie e figli, e capi subito che doveva inventarsi qualcosa per ripartire, non c’era tempo da perdere era il periodo della ricostruzione, a quel tempo le ferrovie erano quasi tutte distrutte, le strade che si potevano percorrere erano poche, le macerie dappertutto gli ospedali erano pieni di feriti. Molte famiglie, soprattutto nelle città, vivevano nei ricoveri pubblici allestiti per coloro che avevano avuto la casa distrutta dai bombardamenti.

Quindi nonno Patrizio dapprima andò a cercare lavoro presso le imprese di costruzione, i muratori esperti erano ricercati perché non ve ne erano, il nonno fortunato era conosciuto come un grande maestro venne assunto, e lavorò giorno e notte, per soddisfare la lunga lista di bisogni che la sua famiglia aveva, ma aveva anche un progetto tutto suo nella testa, e mai ne parlò.

In quel periodo mattoni, sabbia, cemento arrivavano a singhiozzi, e le imprese dedicate davano la precedenza alle grandi costruzioni e mettevano in coda le piccole imprese, che spesso dovevano fermarsi, o trasportare le materie prime a mano con lunghe percorrenze e dispendio di tanto tempo.

Ecco che il nonno un giorno tornò a casa con un motocarro, non era una un Ape ma un mezzo sconosciuto, un CASALINI DAVID, pagato con tante cambiali e tutti i risparmi segreti che aveva, ma che ci doveva fare?

Tutti i vicini passarono ore per visionare quel mezzo, vennero anche da paesi vicino, ogni uno di oro diede la sua versione sul mezzo, in quella zona per la maggiore si usavo i modelli piaggio e Motom, un 4 tempi molto robusto.

Il mezzo fu modificato, un vicino di casa riuscì a costruire in legno e metallo un cassone aggiuntivo, e mentre costruiva casa il nonno preparò quel mezzo, fin quindi un giorno inizio all’improvviso ed a tempo pieno trasportare dal deposito edile ai piccoli cantiere il materiale occorrente.

Dalla mattina alle 5 alla sera alle 10 tutti i giorni senza mai fermarsi, e il mezzo mai si fermo, andava sempre, riparato con filo di ferro più volte, persele portiere, ma sempre sul pezzo.

Nonno Patrizio ed il Casalini David insieme al coraggio ed a tanti sacrifici hanno sconfitto la miseria più nera, ed ora si merita di essere in mezzo agli altri con orgoglio.